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Gli amati libri cartacei, il suono magico del vinile, lo sfrigolare della radio mentre si cercano nuove stazioni e nuove emozioni, l’atmosfera del cinema, la malia del teatro e delle mostre d'arte. Dobbiamo, forse, tornare a vivere solo di queste cose e lasciar perdere internet e la vita iperconnesa? La rete è cresciuta in modo esponenziale e mostruoso. Un ricettacolo di pubblicità invadenti e di violazioni ossessive della privacy. e negandezze ripugnanti di ogni genere Il luogo, dove anche grazie ai social network, creati da gente che pensa che tutti gli essere umani (eccetto loro) sono stupidi, si è data la stura all’odio, alla dittatura dell’ imbecillità, al rancore più bieco, al narcisismi autpreferenziale più abbietto. Novax, terrapiattisti, complottisti, guru della medicina senza scienza nè coscienza, l’ideologia perversa dell’ “uno vale uno” impazzano in un carnevale di bit.
Il sogno di uno straordinario strumento che avrebbe favorito diffusione della conoscenza e democrazia sembra essere infranto, "Oggi giorno internet fa schifo. È un progetto fallito. Probabilmente lo è sempre stato, ma oggi è più fallito che mai. (...) Da molto tempo non abbiamo un internet aperto. Stiamo continuando a perdere diritti, andiamo nella direzione un internet più chiuso e controllato, e questo ha un impatto sulla nostra società, perché con un internet più oppresso si ha una società più oppressa", ha detto in una intervista al sito Motherboard Peter Sunde,fondatore del sito Pirate Bay. Il quale poi conclude :"Occorre capire che internet è esattamente la stessa cosa della società. Dobbiamo concentrarci su come vorremmo che fosse la nostra società e dobbiamo aggiustarla, prima di poter aggiustare internet". La ragione porta al pessimismo,ma lasciare tutto in mano agli imbecilli e ai mascalzoni questo no!

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