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"La giovane manifestante , si legge sul sito del quotidiano La Repubblica, - Giulia Pacilli, 22 anni, studentessa e attrice di teatro - è stata messa alla gogna da Matteo Salvini e coperta da decine di migliaia di insulti da parte dei follower del ministro degli Interni per aver partecipato alla marcia antirazzista con un cartello di aperta contestazione alle politiche del governo e in particolare a quelle di Salvini! Al di là della ovvia solidarietà alla giovane attrice come spiegarsi un'azione così abbietta? Ha qualche significato o contenuto politico? La risposta a quest'ultima domanda è no. L'unica spiegazione può trovarsi nella cattiveria umana. Niente altro può spingere un uomo potente a scagliarsi contro una ragazza indifesa. Un Golia con la ruspa contro un Davide senza fionda. Un Golia che, peraltro, quando c'è stato da affrontare il processo davanti alla magistratura si è nascosto come un gattino impaurito dietro il paravento delle tutele costituzionali (peraltro nel caso in specie applicate malamente)

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